L'Università medievale

Un nuovo modello di produzione e trasmissione del sapere

Sarà soprattutto l’Università medievale, la cui fondazione si colloca nel XII secolo, a dare una forte spinta allo studio della medicina e delle scienze. Grazie alla nascita di corporazioni (universitas = corporazione) di maestri o maestri e studenti riconosciute dal potere civile o ecclesiastico, la trasmissione delle conoscenze non è più affidata a circoli privati. Ora un pubblico più numeroso può avere accesso al sapere, e ciò produce una richiesta crescente di libri di testo e la nascita di un vero e proprio mercato dei libri.

Inoltre, il sapere viene ora codificato in curricula di studi, ciascuno dei quali dotato di uno specifico syllabus. L’università medievale comprende al suo interno quattro facoltà:

  • la Facoltà delle Arti, propedeutica alle tre  facoltà superiori,  fornisce una preparazione dapprima nelle arti liberali del trivio (grammatica, dialettica e retorica) e del quadrivio (aritmetica, geometria, musica e astronomia); a partire dal 1255 gli studenti della Facoltà delle Arti sono tenuti a studiare l'intero corpus dei testi di Aristotele;
  • la Facoltà di Medicina è fondata sullo studio del Canone di Avicenna e dei commenti alle opere di Ippocrate e di Galeno;
  • la Facoltà di Diritto prepara gli specialisti in diritto canonico e in diritto civile;
  • la Facoltà di Teologia ha come testi di riferimento le Sacre Scritture e le Sentenze di Pietro Lombardo.

Le dispute costituiscono la modalità di insegnamento, e apprendimento, tipica  delle università medievali. Durante una disputa, il maestro proponeva una questione come argomento di discussione; venivano quindi formulate tesi contrapposte facendo appello alle opere dei filosofi, dei Padri della Chiesa, alle Sacre Scritture o ricorrendo ad argomenti razionali; il maestro formulava infine la sua soluzione del problema, sulla base della quale era in grado di chiarire i dubbi e confutare le tesi contrarie. Accanto alle dispute ordinarie, esistevano le dispute quodlibetali, veri e propri agoni dialettici che contrapponevano i maestri più autorevoli e rinomati. Questi confronti riguardavano di solito questioni di grande attualità e richiamavano tutto il pubblico dell'Università.

Per approfondire:

J. Verger, Istituzioni e sapere nel XIII secolo, Jaca Book, Milano, 1996.

La filosofia nelle Università. Secoli 13 e 14, a cura di L. Bianchi, La Nuova Italia, Firenze, 1997.

J. Verger, I luoghi del sapere nel Medioevo, Jaca Book, Milano, 2022.

 

Le principali università medievali

C. Esposito, P. Porro, Filosofia, vol. I Antica e medievale, Bari, Laterza, 2009, p. 315

L'astrologia fa parte del curriculum

Inizialmente l'insegnamento alla Facoltà delle Arti era fondato sulle sette arti liberali:

  • trivium (grammatica, dialettica e retorica);
  • quadrivium (aritmetica, geometria, musica e astronomia).

Con l’introduzione in Occidente delle opere di Aristotele, di quelle dei suoi commentatori arabi e delle opere scientifiche greco-arabe, la Facoltà delle Arti divenne una facoltà di filosofia, dove era possibile studiare la filosofia della natura, la metafisica, l'etica e, successivamente, la politica.

L’astrologia (o scienza degli astri), disciplina strettamente legata alla matematica, alla filosofia naturale e alla medicina, era inclusa come una parte del curriculum di studi della Facoltà delle Arti e di Medicina nel Medioevo e nel Rinascimento.

Si tenevano lezioni su temi astrologici in relazione alla matematica e alla geometria (Facoltà delle Arti);

l'astrologia era insegnata nei corsi di filosofia naturale come completamento  “pratico” all’astronomia (Facoltà delle Arti);

le teorie astrologiche erano una componente della formazione dei futuri medici (Facoltà di Medicina).

Risorse collegate